L’insula che non c’è

Dalla chiesa di Santa Brigida alla
chiesa di San Ferdinando

Visita Guidata
Sabato 29 Marzo
Ore 10,00

Appuntamento a Via Santa Brigida, davanti alla chiesa di Santa Brigida.

Sin dall’epoca vicereale esisteva a Napoli un quartiere malfamato, sviluppatosi a ridosso del porto antico. Strade strette e tortuose che si diramavano da via Toledo arrivando al Castel Nuovo collegavano, come in un gomitolo caotico, alti palazzoni, oscuri postriboli, taverne di marinai e case di malaffare, rendendo incerto il passaggio del forestiero o del cittadino dabbene. Erano luoghi difficili e pericolosi quelli, tanto che il nome di uno dei vicoli tratto da una “canagliesca taverna” dei dintorni, la Cagliantesa, era nel linguaggio comune emblema di luogo malfamato. Posti che ancora alla fine dell’Ottocento scatenavano le polemiche dei borghesi e degli intellettuali che, sui principali giornali cittadini, ne denunciavano a più riprese il degrado, tanto più che tale scempio si consumava proprio a ridosso della strada più elegante della città. Fu nel 1890 che l’amministrazione risolse il problema, demolendo completamente decine e
decine di case, bettole e taverne – compresa la locanda Moriconi che nel 1787 aveva dato alloggio a Goethe – e dando vita alla Galleria intitolata al re Umberto I. Alla furia cieca di quella epurazione sopravvissero, uniche testimonianze del periodo vicereale, due chiese: Santa Brigida e San Ferdinando. Santa Brigida, nata nel 1610 da una piccola cappella che aveva accanto un conservatorio di vedove, ospita le opere pittoriche dei più illustri pittori del XVII e XVIII secolo, tra tutti Luca Giordano che la scelse come sua ultima dimora terrena. San Ferdinando, chiesa di patronato regio e nota da sempre come la “chiesa degli artisti”, perché luogo sacro di elezione per le esequie degli artisti napoletani. La straordinaria opera eseguita per la volta da Paolo de Matteis ricorda invece i fasti dell’ordine gesuita che fondò la chiesa nel 1641, intitolandola a San Francesco Saverio, nome che fu poi mutato in quello di San Ferdinando, in onore del re Ferdinando IV di Borbone, fautore dell’allontanamento dei Gesuiti dal regno.

Questa passeggiata è un viaggio nella memoria della città, alla scoperta dei suoi cambiamenti, dei suoi traumi e delle sue guarigioni.


Quota di partecipazione euro 12,00

La quota comprende: La visita guidata delle due chiese a cura di Pamela Palomba, storica dell’arte dell’Ass.Locus Iste – Audioauricolari personali

Info e prenotazioni : Assostato Aps – Via Cervantes 55/5 80133 Napoli

Tel. 081.5518735 Cell. 338.5253309 (WhatsApp)